I prodotti locali

I prodotti locali

I prodotti locali : le Alpi di Alta Provenza offrono un territorio contrastato che va dalle pianure della Durance alle montagne dell’Ubaye passando dalle colline del territorio di Forcalquier e dalle piane e i canyon del Verdon.

Nella regione di Giono, anche se la terra è spesso arida, se il vento spazza talvolta le piane, il territorio è sempre generoso per chi sa scoprirne i tesori.

Gli uomini che hanno fatto la tradizione delle Alpi di Alta Provenza, hanno saputo grazie ad un savoir-faire ancestrale, estrarre da queste terre contrastate, produzioni di qualità, alcune delle quali hanno legittimamente ricevuto marchi ufficiali.

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I principali mercati

Segni di qualità prodotti locali

Sono numerose le iniziative che nascono nella nostra provincia per poter dare ai « Saveurs» (sapori) il posto che meritano: il territorio di Alta Provenza promuove molte di queste procedure, poiché il suo obiettivo è di sostenere l’agricoltura del nostro territorio dando l’impulso e riunendo nella sua area geografica sei filiere agricole tra le più emblematiche e tutte portatrici di marchi ufficiali e distinzioni di qualità:

  • Appellazione di origine controllata (AOC) e/o
  • Indicazione geografica protetta (IGP).

AOC Appellazione d’origine controllata dei prodotti del territorio delle Alpi di Alta Provenza.

I prodotti localiL’AOC è la denominazione geografica di un territorio, di una regione o di una località che serve ad indicare la provenienza di un prodotto, la cui qualità o le cui caratteristiche sono risultanti esclusivamente del suo ambiente geografico e comprendono i fattori naturali e i fattori umani.

Essa implica uno stretto legame tra il prodotto, la terra e il talento dell’uomo.

I prodotti localiLabel Rouge (marchio rosso) per i prodotti del territorio delle Alpi di Alta Provenza.
Marchio di identificazione europeo creato nel 1992, l’IGP protegge un prodotto agricolo o un prodotto alimentare le cui caratteristiche sono intimamente connesse con la sua origine geografica. La produzione e la trasformazione devono attuarsi nell’area geografica delimitata.

Tutti i prodotti IGP delle Alpi di Alta Provenza fatta eccezione per il piccolo farro usufruiscono anche di un Label Rouge.

4 AOC4

O’olio di oliva di Alta Provenza
Il formaggio di capra di Banon
I Coteaux (vini) di Pierrevert
L’olio essenziale di lavanda fine di Alta Provenza

5 IGP

L’agnello di Sisteron
Il piccolo farro
La mela di Alta Provenza
Il miele di lavanda
Le erbe aromatiche di Provenza
Così le Alpi di Alta Provenza propongono una vasta gamma di prodotti con una certa « impronta » è elaborati secondo la tradizione locale… »Just per la taste »

L’agnello di Sisteron (Label Rouge)

L’agnello di Alta Provenza per antonomasia è quello di Sisteron, più conosciuto con il nome di César. A questo agnello è stato attribuito il label rouge nel settembre del 1995.
Gli agnelli provenienti da questi allevamenti ricevono un’alimentazione sana e naturale a base di latte materno, di foraggi provenienti dalla stessa fattoria e di alimenti complementari con una maggiore presenza di cereali, che non contengono né grassi né farine animali.
Un’alimentazione naturale e equilibrata, assieme ad un modo di allevamento rispettoso dell’ambiente, danno agli agnelli di fattoria César, una carne dal colore rosato, tenera e gustosa, riconosciuta come di qualità superiore da una giuria di degustazione indipendente.

Il formaggio di Banon (AOC)

Il Banon è un formaggio di capra proprio della regione di Banon, discreto borgo medioevale addossato alla piana di Albion tra Lure e il Ventoux. Festivo, pregiato e di ottima qualità, questo formaggio di capra al latte crudo intero è elaborato a partire da quaglia dolce e poi fuso al mestolo prima di essere ricoperto da foglie di castagno brune, fermate tra loro da un filo di paglia naturale.

Segue un periodo di stagionatura che varia dai cinque ai dieci giorni al riparo dalla luce e dall’aria, ciò gli conferisce una pasta vellutata, dalla morbidezza indescrivibile. Sviluppa aromi ben specifici, dovuti all’alchimia che si crea tra la fermentazione della quaglia dolce e la migrazione dei tannini delle foglie di castagno verso il formaggio.

La più piccola AOC caseifica di Francia in termini i volume di produzione

Questo formaggio di carattere dal gusto unico ha ottenuto, nel luglio 2003, l’appellazione di origine controllata. Questa AOC comprende ben 179 comuni fra cui 111 sono nelle Alpi di Alta Provenza. Un capitolato d’oneri molto rigoroso obbliga le piccole strutture (55 capre in media) a mettere i loro greggi al pascolo per almeno 210 giorni all’anno.

Alcuni numeri

  • Occorre quasi un litro di latte per fare un formaggio di 100 grammi
  • 5 milioni di foglie di castagno all’anno (l’equivalente di cinque semirimorchi) per il caseificio di Banon
  • Produzione: 50 tonnellate all’anno. Il formaggio più caro del mondo!!

Un poco di storai
Si racconta che l’imperatore Antonino Pio (68-161 d.C.) ne era così ghiotto che ne mangiò fino a morire di indigestione! A Jules Vernes e Frédéric Mistral piaceva, si dice, gustare questa specialità dal forte carattere.

Gli aperitivi alle piante aromatiche

Durante il XII e XIII secolo, i venditori ambulanti si insediano nelle città come mercanti, droghieri o speziali. Verso la fine del XIX secolo, alcuni diventano distillatori e si specializzano nella produzione di liquori e aperitivi Le « Distilleries et Domaines de Provence » (distillerie e domini di Provenza) sono gli eredi di questa tradizione locale unica nel suo genere: i venditori ambulanti droghieri.
È proprio a Forcalquier, borgo incastonato tra il Luberon e la montagna di Lure considerato come il paese dei profumi, che le « Distilleries et Domaines de Provence » coltivano con audacia il gusto dell’autenticità, elaborando aperitivi e liquori alle piante aromatiche, con tutto il savoir-faire necessario all’elaborazione degli aperitivi e liquori di Provenza, soprattutto il Pastis Henri Bardouin realizzato a partire da 50 spezie e piante aromatiche diverse.

Il piccolo farro di Alta Provenza (IGP)

È in Alta Provenza, fra le colline che sorgono tra Vachères e Banon, dove la sua coltivazione fa parte del patrimonio cerealicolo sin dall’antichità, che i produttori del piccolo farro gli ridanno lustro nel rispetto di un’agricoltura naturale sana.
Questo cereale, fuori dal comune, dalle molteplici qualità nutritive e gustative stupisce per il suo carattere autentico, il suo croccante naturale è il suo sapore. Tradizionalmente cucinato in brodo, può anche essere preparato in insalata, oppure come contorno di verdura, pesce o carne.
Riuniti dal 1997 sotto la denominazione di Syndicat Interdépartemental (sindacato interprovinciale), i produttori operano per difendere e valorizzare il piccolo farro e la farina da lui derivata, prodotti di Alta Provenza tramite una IGP cioè un Indicazione Geografica Protetta.

Il miele di lavanda di Valensole…

E gli altri…

Usufruendo di un sole generoso, la flora abbondante e ricca di nettare profumato delle Alpi di Alta Provenza fa delle colline e delle piane della provincia un’area naturale privilegiata per le api e gli apicoltori. Dalla pianura della Durance fino alla parte meridionale del massiccio alpino, passando dai campi di lavanda della piana di Valensole, ogni miele trae dalla natura selvaggia e generosa ciò che gli è necessario per diventare un prodotto di alta qualità.

LA ROLL ROYCE DEI TIPI DI MIELE: IL MIELE PROVENIENTE DALLE LAVANDE (al plurale perché ci sono vari tipi di lavanda).
Nei mesi di luglio e agosto, sulle piane di Valensole, alle porte del Verdon, le api bottinano dalla mattina alla sera per produrre questo meraviglioso miele ambrato, zuccherino e leggermente acido. Raccolto non appena finisce la fioritura della lavandina, è liquido all’inizio e si cristallizzerà finemente in seguito.
Le Alpi di Alta Provenza possono essere fiere di rappresentare il primo produttore al mondo di miele di lavande Altri tipi di miele di Alta Provenza: il miele di rosmarino, il miele di tiglio, il miele di girasole, il miele di acacia.

ALCUNI NUMERI
900 « pastori » di api; 72 operatori del settore; 30.000 arnie

Le mele di Haute Durance (IGP) e altra frutta di Alta Provenza

La produzione di frutta nelle Alpi del sud risale a molti secoli fa. Per la filiera frutta, le mele e le pere prodotte nella settore delle Alpi di Haute Durance corrispondono ad una qualità riconosciuta che si differenzia dalle altre regioni con l’appellazione «Pommes et Poires des Alpes.»
La qualità delle mele e delle pere di questa regione é intimamente connessa alle caratteristiche dell’ambiente di coltivazione, e ai trecento giorni di sole annui. Difatti, questo clima caratterizzato da un’igrometria debole e una luminosità elevata dà un sapore eccezionale in particolare alla mela golden.

Le mandorle di Valensole

Le Alpi di Alta Provenza sono, da sempre la culla francese delle mandorle ed in particolare la piana di Valensole situata nella parte meridionale della provincia tra la Alta Provenza e il Verdon.
La piana di Valensole è la terra del mandorlo che produce mandorle di qualità superiore. Rimane la referenza e il luogo principale di questa coltura. È risaputo che i valori gustativi della mandorla della piana di Valensole sono di molto superiori a quelli della mandorla detta di Provenza grazie al territorio appropriato di coltivazione.
Essa è ricercata e apprezzata dai confettieri, pasticcieri è preparatori di biscotti per trasformarla in torrone, praline, croccanti, macarons, biscotti, calissons, pasta di mandorle senza tralasciare il suo uso in gastronomia. Può anche essere impiegata in diversi modi (salata o zuccherata) e si consuma secca tutto l’anno sin dalla raccolta a settembre oppure ancora verde e fresca chiamata « amendons » a fine giugno, inizio luglio.

ALCUNI NUMERI
100 ettari di mandorli sulla piana di Valensole

SA François Doucet Confiseur è un’azienda ubicata a Oraison dove si fabbricano diversi tipi di confetti. La mandorla e uno dei loro ingredienti principali con la frutta e la nocciola. I loro prodotti sono conosciuti e venduti nella Francia intera e persino all’estero, soprattutto in Giappone.

I Coteaux (vini) di Pierrevert

Pierrevert, comune situato a 5 km a sud-ovest di Manosque, è la capitale viticola delle Alpi di Alta Provenza. Ubicata sulla riva destra della Durance e del Verdon, l’appellazione « Coteaux de Pierrevert » raggruppa undici comuni delle Alpi di Alta Provenza che sono per la maggior parte sul territorio del Parco naturale del Luberon con undici qualità di vitigno.

L’AOC: L’ORO DE PIERREVERT
Classificato AOC nel 1998 (Appellazione di Origine Controllata), il vigneto di Pierrevert è uno dei più elevati di Francia con un’altitudine media di 450 metri. Un notevole terreno argilloso e calcareo, un microclima eccezionale, 320 giorni di sole all’anno e grandi variazioni termiche tra il giorno e la notte, ideali per un’ottima maturazione dell’uva ed infine un’altitudine media di 450 metri danno ai vini Coteaux de Pierrevert eleganza e finezza aromatica, debole gradazione alcolica, il tutto declinato in tre colori.
I vitigni rossi A.O.C sono : Syrah, Grenache nero, Carignan e Cinsault.
I vitigni bianchi A.O.C sono: Vermentino, Grenache bianco e Roussanne.
I vitigni di Vin de Pays (vino locale) sono: il Pinot nero per il rosso e il Viognier per il bianco.

ALCUNI NUMERI
3000 ettari di produzione 16 000 ettolitri prodotti da 200 produttori

Le castagne di Alta Provenza

Un tempo spesso utilizzata come cibo dei poveri e dei periodi magri, la castagna di Alta Provenza così come l’insieme dei castagneti francesi sono stati poi abbandonati per numerosi anni.

Al giorno d’oggi, l’uomo non cerca più soltanto il nutrimento, l’evoluzione del gusto, il ritorno ai prodotti naturali, la ricerca del vero, conduce inevitabilmente verso i prodotti di sempre come ad esempio la castagna. Se i bisogni dei consumi sono cambiati, la castagna lei, non è cambiata, e resterà il prodotto di sempre autentico e naturale.
Come tutti i prodotti regionali di qualità, il sapore del prodotto è fortemente connesso con la terra che lo produce. È lo stesso succede per la castagna. Ha il sapore della sua terra.

L’olio di oliva di Alta Provenza (AOC)

In Alta Provenza, l’ulivo ha una vita adattata al clima mediterraneo, caldo e asciutto, crescendo su terreni che arrivano ad un’altitudine tra 400 e 600 m. Siamo al limite settentrionale per la coltivazione dell’ulivo il che dà all’olio di queste regioni un sapore e un fruttato eccezionali. Ubicata nella Val de Durance e Bléone, la zona arriva anche nella regione di Forcalquier e della piana di Valensole. Nel sud-est della provincia, l’olivo cresce anche nel territorio di Entrevaux.
« L’aglandau » è la varietà di oliva che rappresenta la grande maggioranza del « Frutteto delle Alpi di Alta Provenza ». Esistono anche altre varietà locali meno numerose, che si chiamano: Filaïre, Estoublaïsse, Grappié, Colombale ed anche Rosée du Mont d’Or.

L’A.O.C: OLIO DI OLIVA DI ALTA PROVENZA: IL NOSTRO OBIETTIVO È LA QUALITÀ.
Nata dall’originalità del suo territorio e dalla tipicità delle sue varietà, così come dal savoir-faire dei suoi frantoiani, l’olio di oliva di Alta Provenza ha fatto attribuire alla professione un’A O C il 23 giugno 1999. È la terza AOC dopo quella del territorio di Nyons e dei Baux de Provence.
La zona di produzione delimitata dall’area dell’AOC Alta Provenza comprende 95 comuni e quattro province, di cui 83 comuni si trovano nelle Alpi di Alta Provenza.
Per maggioriinformazioni: Sindicato dell’AOC +33 (0)6 81 69 38 05 o 33 (0)4 92 78 65 04

ALCUNI NUMERI
500 000 ulivi piantati su circa 1800 ettari
L’olio di Alta Provenza rappresenta il 10% della produzione olivicola francese
Variabile da un anno all’altro, la produzione oscilla tra le 350 e le 1250 tonnellate d’olive per una resa in olio che varia tra le 72 e le 230 tonnellate d’olio.

LES OLIVADES: LA RACCOLTA DELLE OLIVE
« È un piacere per le dita ed è un piacere per la mente. È il piacere di toccare le olive ben grasse e di averne le mani colme ». Jean Giono
La raccolta si pratica all’inizio del periodo di gelo, quindi dalla metà dell’autunno sino all’inizio dell’inverno. Si può fare sia a mano, sia tramite dei piccoli rastrelli (detti pettini) e delle reti allargate al suolo, oppure mediante macchinari di raccolta automatica.
Questi due metodi mostrano da un lato l’aspetto economico dell’oliva visto dai grandi stabilimenti, è dall’altra una tradizione vissuta ogni anno da piccoli produttori privati per i quali la fine della raccolta è sinonimo di festa e di riunione intorno ad una pietanza di aïoli ben meritata (piatto tipico provenzale composto di maionese, aglio, verdure bollite, baccalà)

I FRANTOI
Sono sette, ed hanno nella loro maggioranza adattato i loro equipaggiamenti alle tecniche moderne di fabbricazione dell’olio. Qualunque sia l’attrezzatura, dai frantumatori a martello o a disco, ai sistemi di centrifuga, l’olio conserva la sua originale proprietà che è quella di un puro succo di frutta. Si tratta, riguardo a questi frantoi:

Di cooperative oleicole:
Di frantoi privati:
Questi due ultimi frantoi hanno conservato metodi tradizionali di frantumazione, si vedano ad esempio le macine in pietra, in speciale modo lo spremitore Victor COQ detto a cappella, molto diffuso in Provenza a partire dal XVIII secolo.

Il tartufo di Alta Provenza

IL DIAMANTE NERO
Primo produttore di tartufi nel mondo, la Francia deve soprattutto la sua reputazione di tartuficoltura al sud est (piuttosto che all’ovest come si potrebbe pensare) che immette nel mercato l’80% della produzione nazionale di tartufi. In Alta Provenza la « rabasse », parola rude e dalla consonanza aspra evoca un territorio dalle caratteristiche pronunciate.
Anche se la varietà botanica e la stessa di quella raccolta nel Périgord Quercy, il tartufo di Alta Provenza possiede qualità intrinseche che devono tutto a questo clima così particolare e a questo suolo sabbioso e roccioso.
La zona di produzione nelle Alpi di Alta Provenza è compresa tra due settori molto diversi: la piana di Valensole nel Verdon è la regione di Forcalquier in Alta Provenza. L’associazione di tartuficultori di Alta Provenza ha depositato, nel 1997, un fascicolo di richiesta di attribuzione di AOC.

Opuscolo Le mag découvertes (in francese)

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